di Giuliano Ambrosio

Credimi è cosi. Quando ho iniziato ha “condividere” sul web le mie esperienze ancora non avevo ben chiaro cosa stavo facendo. Per me era una semplice condivisione di passioni, emozioni, utilità.

Poi negli anni successi ho capito di aver costruito attorno a me un’immagine autorevole su diversi campi, avevo senza “saperlo” creato l’inizio del mio personal brand.

Noi Freelance viviamo di questo, vediamo servizi o consulenza tramite quello che trasmettiamo alle persone. Se pensiamo a un potenziale cliente che ci ingaggia da una semplice ricerca sul web, quindi senza mai averci visto di persona, tutto quello che troverà sul web o per passa parola saranno i nostri unici punti di forza.

Qual è quella leva emotiva che permette a una persona di comprare una nostra guida ebook, un tutorial, oppure affidarci un lavoro?

Tutto avviene grazie a quello che siamo e riusciamo a trasmettere come fiducia, autorevolezza, professionalità.

Il mio consiglio è quello di creare un’identità sul web, tramite sito web, blog e presidio dei Social Media come Linkedin, Facebook o Twitter e iniziare a maturare quei tre aspetti importanti per emergere dalla massa.

di Giuliano Ambrosio

Ogni giorno ricevo diversi messaggi via email o dai Social Media, di persone che spesso associano alla mia persona una sorta di guida amica riguardo il mondo Freelance.

A me fa molto piacere, e cerco sempre di rispondere a tutti con la mia esperienza. Proprio alcuni giorni scorsi ricevo una storia davvero atipica che mi ha fatto molto innervosire.

Un ragazzo molto giovane, tre mesi alla laurea di una nota università italiana di design, mi scrive e mi racconta di essere stato selezionato insieme ad un altro suo amico da uno studio, per sviluppare diversi progetti grafici coordinati per un famosissimo brand.

Non farò nomi, ma vi posso solo dire che inizia con la F e finisce con ERRARI. I ragazzi molto entusiasti, essendo il loro primo vero lavoro per un brand molto noto, preparano un preventivo e lo propongono allo studio.

Vi posso dire che la quantità dei lavori richiesti potevano essere quotati da un Freelance più o meno affermato circa 15K/25K e per un’agenzia tutto moltiplicato per tre volte.

Il preventivo era molto basso, circa 2K, dettato forse dall’ingenuità e inesperienza dei due ragazzi, giusta e corretta in quanto mai avuto modo di quantificare un lavoro e presentare preventivi del genere. Tanto da chiedere a me se avessero proposto un budget troppo alto.

La cosa che mi ha fatto innorridire è stata la riposta dello studio, ovvero quello di cercare di fare il lavoro quasi aggratis, in quanto loro, i due ragazzi, non essendo “nessuno” e non avendo esperienza potevano farsi un nome mettendo in CV un lavoro per il noto brand.

Io non ho parole, che esempio diamo a questi ragazzi giovani e pieni di sogni, ancora prima di entrare nel mondo del lavoro a competere con il proprio talento in un oceano di squali?

Questa è l’Italia che non mi piace…. e che vorrei cambiare.

Io ho avuto modo di vedere i loro lavori e ho riconosciuto qualità e  talento, da parte mia avranno sicuramente un appoggio concreto nel conoscere alcune realtà italiane valide e serie, a cui proporsi e crescere.

Iniziamo a fare la differenza. Insieme.

di Giuliano Ambrosio

Sappiamo tutti la situazione in Italia, una politica che non funziona, che mangia, una burocrazia ridicola e ancora una tassazione micidiale.

Sono questi i momenti in cui la maggior parte delle persone pensa di partire, semplicemente abbandonare il proprio paese per trovare una posizione più agevolata in altre zone, provando in questo modo di essere valorizzati come si dovrebbe.

Queste persone non hanno nessuna colpa diciamolo, ma io sono convinto che è necessario rimanere per cambiare qualcosa, rialzarsi, cadere, alzarsi nuovamente e combattere per i propri amici, familiari e figli.

Non arrendersi mai. Queste sono le parole che ogni volta si accendono come fuoco davanti alle ingiustizie burocratiche, tassazioni e incomprensioni.

Bisogna lottare, seguire degli ideali, e non essere uno dei tanti a seguire il solito gregge di insoddisfazioni.

Si pensa che l’unica soluzione sia quella di partire, ma in pochi pensano di restare per cambiare le cose.

di Giuliano Ambrosio

Chissà quante volte capita di pensarci, magari scaturito da piccoli o grandi  errori commessi, oppure addirittura da scelte di strade errate.

La vita non è fatta dai “SE” ma si costruisce giorno per giorno con fatti e azioni concrete. Durante alcuni miei seminari sul territorio ho incontrato diversi freelance che appunto, mi dicevano “se potessi tornare indietro sarei rimasto dipendente”.

Ovviamente questo pensiero è legittimo, purtroppo non tutti hanno la forza, talento e fortuna nel seguire le proprie passioni e intraprendere la vita professionale da freelance.

Come dico spesso solo chi prova, chi sbaglia potrà non avere il rimorso di averci provato, questo non vuol dire solo sbagliare e combinare disastri, ma quello di essere attivi e non passivi, in stile “tu mi dici cosa devo fare e io lo faccio”.

Sono proprio queste persone che giorno dopo giorno costruiscono, senza rendersi conto, la loro monotonia lavorativa senza vie di fuga.

Il passato è giusto ricordarlo, e a volte anche contestarlo, ma l’obiettivo è imparare da eventuali “sbagli” o “se”, e andare avanti giorno dopo giorno costruendo e innovando.